I leoni del Tarangire

Nel 2001, due anni dopo, torniamo nel Tarangire. Partecipiamo come ecovolontari al "Tarangire Lion Mornitoring Programme", organizzato dal "Fondo per la terra " di concerto con la TANAPA (Tanzania National Park). Il progetto, diretto in loco dal Dottor Malcom Ryen, un giovane, brillante e dinamico biologo angloitaliano, si prefigge di accertare se l'ecosistema del parco sia in grado o meno di garantire la sopravvivenza dei leoni residenti, nonché di monitorarne le perdite, dovute ai loro sconfinamenti nelle aree adiacenti, dove si pratica addirittura la caccia grossa. Non siamo qui come safaristi, ma come collaboratori di una ricerca scientifica. Il campo é allestito in una zona isolata fuori dai normali circuiti turistici. Purtroppo attrezzature e dotazioni sono scadenti. Non esiste la corrente elettrica e l'acqua potabile viene amichevolmente fornita da un lodge. Le tende sono tutte in pessimo stato. Per non dire dei due fuoristrada quasi da rottamare.Ciò nonostante abbiamo trascorso una meravigliosa esperienza. A tu per tu con decine di leoni, quasi sempre fuori pista, fermi per ore, a censirli e a analizzarli nei minimi dettagli, onde tracciarne una sorta di identikit. Resta un episodio da raccontare: la visita notturna al campo di un elefante che, passando, ha impresso l'impronta del suo piedone, imbrattato di fango, sul bordo della tenda in cui dormivamo, a pochi centimetri dalle nostre teste. Tutto questo, dopo aver distrutto la doccia (fatta con quattro pali, un telo e un innafiatoio) e seminato dovunque lo scompiglio.