Splendido SUDAFRICA 3

Il deserto del Kalahari

Una landa, le cui vastissme aree centrali e meridionali costituiscono oggi il Kgalagadi, un parco transnazionale appartenente a Namibia, Botswana e Sudafrica. A bordo di una Land Rover molto spaziosa penetriamo in uno sconfinato territorio molto arido, aspro, sabbioso e inospitale. A volte impervio e impressionante. Ma pur sempre misterioso e ricco di fascino. Avvincente. Lo attraversiamo da cima a fondo, facendo tappa in tutti i quattro campi esistenti: Mata Mata, Twee Rivieren, Nossob, Grootlock. Salvo il primo tutti molto semplici ed ssenziali. Pernottiamo in modeste casupole a un piano, cibandoci con le provviste conservate nel capiente frigorifero installato nel bagagliaio del fuoristrada. Giorno dopo giorno, procediamo a rilento lungo una pista molto insidiosa e accidentata, tracciata sul letto asciutto e polveroso di un fiume improvvisamente scomparso, letteralmentee prosciugato dal sole e risucchiato dalla sabbia. Talora cambiamo rotta, solcando grandi dune color arancio. Lungo il percorso, di tanto in tanto, notiamo dei serbatoi e delle pozze d 'acqua, alimentati artificialmente, per ristorare gli animali che altrimenti non avrebbero scampo. Il paesaggio, quasi lunare, é brullo, arido, assetato. La vegetazione érsissima. Soltanto arbusti, rovi e sterpaglie. Il sole brucia e la luce é accecante. Quando scendiamo di macchina ci investe una vampa rovente. Ma la nostra smania d'avventura é più forte della calura africana.Non conosce ostacoli.Eppure in quest'ambiente, tanto arso, spoglio e desolato, riescono a vivere molti animali.Contrariamente a quanto si potrebbe pensare. Sono le meraviglie della natura. Noi ne approfittiamo per fare sosta ad ogni avvistamento. Il nostro é un safari itinerante.Per primi ammiriamo i suricati, ritti in piedi come sentinelle. E via via mandrie di gnu, colonie di springbook, gruppi di eland, famiglie di zebre e qualche alcelafo rosso isolato.Ma i veri protagonisti delle radure sabbiose sono senz'altro gli orici e gli struzzi. Qualche uccello si posa sui rami scheletriti di un alberello. Ansimante sotto i dardi del sole, ci affascina il famoso "leone del Kalahari", dalla fluente, nerissima criniera. Anche un leopardo ci incanta. Ma più di tutti ci sorprende la rarissima iena bruna e ci incuriosisce l'otocione, una volpe dalle orecchie enormi. Di giorno, per spegnere la sete, beviamo acqua in continuazione.  Di notte, sotto un ciello punteggiato da milioni di stelle, ci sprofondiamo in un sonno profondo, senza dare il minimo acolto alle sinistre "risate" delle iene che circolano davanti a casa.