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Il Kalahari

Una landa desertica che costituisce gran parte  del Kgalagadi, l’enorme parco transnazionale. A bordo di una spaziosa Land Rove,  penetriamo in uno sconfinato territorio,  molto arido, aspro, sabbioso e inospitale.Eppure pieno di fascino. Lo attraversiamo da cima a fondo, facendo tappa in tutti i quattro campi esistenti: Mata Mata, Twee Rivieren, Nossob, e Grootlock. Tutti molto semplici ed essenziali.  Giorno dopo giorno, procediamo a rilento lungo una pista molto insidiosa e accidentata, tracciata sul letto asciutto e polveroso di un fiume, letteralmente prosciugato dal sole e risucchiato dalla sabbia. Talora cambiamo rotta, solcando grandi dune color arancio. Di tanto in tanto, notiamo dei serbatoi e delle pozze  d'acqua artificiali,  per ristorare gli animali che altrimenti non avrebbero scampo.. La vegetazione è scarsissima. Soltanto arbusti, rovi e sterpaglie. Il sole brucia e la luce é accecante. Quando scendiamo ci investe una vampa rovente. Eppure in quest'ambiente, tanto infido e desolato, riescono a vivere molti animali. Come i suricati, ritti in piedi come sentinelle. O come  le mandrie di gnu, le colonie di springbook, i gruppetti di eland, le  famiglie di zebre e qualche alcelafo rosso isolato .Ma i veri protagonisti del deserto sono senz'altro gli orici e gli struzzi. . Ansimante sotto i dardi del sole, ci affascina il famoso "Leone del Kalahari", dalla criniera fluente, nerissima. Anche un leopardo ci incanta. Ma più di tutti ci sorprende la rarissima iena bruna. E ci incuriosisce l'otocione, una volpe dalle orecchie enormi. Di giorno, , beviamo acqua in continuazione.  Di notte, ci sprofondiamo in un sonno profondo, incuranti delle sinistre "risate" delle iene che circolano davanti a casa.

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Very Beautifull