Prodigiosa  Indonesia

Gli oranghi

Anno 2008 .Fissiamo la base a Bali da dove partiremo alla volta di ogni destnazione  Per prima il Borneo, oggi Kalimantan. Per arrivarci, prima voliamo a Giava, poi percorriamo un lungo tragitto in auto, infine ancora in aereo sino a PangKalan Bun.Qui ci imbarchiamo su un klotock, tipica barca a motore, per navigare nella giungla. Solchiamio il grande fiume Kumai, prima di immetterci nel Sekonyer e in altri canali nel fitto di una riviera lussureggiante di palmizi, di felci gigantesche e di tantissime piante tropicali. A bordo, oltre all’interprete, al cuoco e a due marinai, siamo gli unici ospiti. Nelle acque color cioccolato si nasondono i coccodrilli e i gavial. Sulle piante schiamazzano le nasiche, scimmie dal naso molto pronunciato. In cielo volano tantissimi uccelli. Il silenzio è rotto soltanto dal pulsare sordo del nostro  motore. La prima notte dormiamo in un lodge.Poi nelle quattro successive, sempre in coperta, stesi su un materassino sotto un tendone. Di buon'ora ci avventuriamo a piedi nel folto della foresta. Andiamo al Camp Leakey, il centro di riabilitazione degli oranghi, istituito da Birute Galdikas, la grande protettrice di questi primati. Notiamo per primo un simpaticissimo cucciolo che si esibisce in voltegg. Poi incontriamo due femmine dagli occhi dolci e profondi. E altri cuccioli. D'un tratto si cala da un albero il big, il maschio dominante, dal largo faccione, la pelliccia color vinaccio e la corporatura massicia e imponente. Ci teniamo a debita distanza. Siamo eccitati, ma felicissimi.