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Delhi, Agra e Varanasi

L'India é un universo a sè.Enigmatico, misterioso, indecifrabile. C'è molto da vedere, ma é difficile capire. A Delhi visitiamo l'imponente Forte Rosso, il Qutab Minar, il minareto più alto del mondo (ben 72,5 m.), il Mausoleo di Hamayun. E nella città nuova l'India Gate, il Parlamento e la tomba di Gandhi, il grande spirito. Ad Agra ci incanta la purezza delle linee e il candore  dei marmi del TajMahal, simbolo dell'India ed una delle meraviglie del mondo moderno. In treno arriviamo ad Allahabad, città che ospita il Kumbha Mela, la più grande festa religiosa del mondo. Vi partecipano ( attenti bene! ) 90/100 milioni di fedeli. In motobarca navighiamo sul sacro Gange sino a Varanasi, la città santa. Dove ogni induista vorrebbe morire per guadagnars l'eternità.. Attraversiamo la città in motorisciò. Nelle strade una folla scatenata si diverte ad imbrattarsi di vernici colorate. Ricorre il festival, una sorta di carnevale indiano. La sera, rabbrividendo per l’emozione, assistiamo alla cremazione di un defunto. La salma viene stesa sopra una pira di legna,  cui viene appiccato il fuoco. Le povere spoglie si sciolgono come la cera. A fine rito i parenti gettano nel Gange le ceneri del morto.Il mattino dopo, in barca, costeggiamo la riva del fiume. Ci scorrono davanti palazzi coloratissimi e grandi scalinate, che scendono sino in acqua. Migliaia di pellegrini fanno abluzioni o si immergono nelle acque torbide del Gange. Inquinatissime, ma da sempre miracolosamente innocue. Il giorno avanti avevamo visitato Sarnath, localita sacra, ove il Buddha pronunciò il suo primo sermone.