Davanti alla tigre

Anno 2004. Andiamo in India sperando di vedere la regina della giungla. Visiteremo tre parchi. Per primo il Bandhavgarh, dove  avvistiamo molti animali. Ma niente tigre. Due giorni dopo ci trasferiamo a Kanha. Una delle riserve più belle al mondo. Celebrata da Kipling nel " Libro della giungla ." Si estende su una vastissima area ammantata di foreste. E' il regno della tigre. Osserviamo greggi di chital, il cervo pomellato, alcuni cinghiali e di sfuggita un leopardo. Poi ci imbattiamo nel barasingha, un rarissimo cervo acquatico  che vive soltanto qui. Avvistiamo anche il sambhar, il grande cervo che lancia  squillo d’allarme quando vede la tigre. Gli entelli, sono frequenti. Notiamo anche il nilgai o toro blu, un'antilope, simile a un cavallo. E il gaur, il bisonte indiano. Passano  invano quattro giorni. Il mattino del quinto saliamo in groppa ad un elefante. L'animale penetra lentamente nel fitto della foresta, aprendosi varchi fra gli arbusti spinosi e i rami bassi degli alberi. Noi facciamo altrettanto seduti nel cestello. Nonostante la mole, l'animale non fa rumore.Solo il calpestio del denso fogliame. Quando d'un tratto il mahout si arresta bruscamente. Ci indica un punto preciso. Restiamo letteralmente impietriti. A pochi passi da noi, acquattata fra i cespugli, c'e una splendida tigre che ci fissa imperiosa. L'emozione è grandissima. Restiamo a lungo al suo cospetto. Magneticamente rapiti. Il giorno dopo ci trasferiamo nella vicina riserva di Bandhasgarh dove addirittura ci assiste il “fattore C”. In un anfratto scopriamo addirittura tre tigri.E subito dopo altre due che stanno banchettando. Ognuna divora un chital, il cervo indiano. Emozionatissimi assistiamo, a non più di tre metri, ad una scena che non dimenticheremo mai più. L'ultima tappa la facciamo al Corbett, un piccolo parco ai piedi dell'Himalaia.Torniamo in groppa all'elefante. E incontriamo nuovamente la tigre, ma questa volta solo di sfuggita, seminascosta in un groviglio di rovi.