Dai  Masai

Nel Villaggio 

Rientro ad Arusha. Visitiamo un villaggio Masai.Veniamo accolti con molto calore. Uomini e donne si esibiscono nell'adamu, una colorita danza di benvenuto.Tutti gli abitanti adulti del manyatta si schierano di fronte a noi. Sono gioiosi e sorridenti. Poi le donne iniziano a ballare e a cantano in coro, dondolando la testa avanti e indietro, mentre gli uomini balzano in aria come molle, uno dopo l'altro. Questa festosa atmosfera ci coinvolge. Simpatizziamo subito con questi affabili pastori ormai divenuti stanziali, sempre più relegati e confinati in territori sempre più ristretti, aridi e inospitali. I maschi indossano la shuca, il tipico manto rosso a riquadri neri. Le femmine le tipiche tuniche blu. Sono tutte adornate con grandi collari, braccialetti luccicanti e vistosi orecchini di perline colorate. Per strada, prima del villaggio, avevamo incontrato quattro ragazzi masai, divenuti da poco moran, cioé giovani guerrieri, con il rito dell’emorata (la circoncisione). I ragazzi recano sul viso vistosi fregi bianchi,E indossano abiti neri che manterranno per tutti i sei mesi di tirocinio lontano dal villaggio. Torniamo ad Arusha. Il giorno dopo andiamo a mangiare allo Shanga, un giardino incantevolle per riposarci e per gustare un’ottima cucina. Dopo pranzo visitiamo la fondazione dove un gruppo di simpatici sordomuti, abilissimi artigiani, tessono, intrecciano perline, soffiano e modellano il vetro.Per farne monili, souvenir, lampadari,statuine e splendidi vasi.