Ultimo paradiso

Okavango Delta

Anno 2003. Dopo lo Xai Xai, una vasta area dall'aspetto polare per la candida coltre di fosfato bianco e il Makgadikgadi Pan, il letto arido di un lago scomparso, giungiamo là dove l'Okawango muore. Davvero incredibile: un fiume enorme improvvisamente si inabissa. E si disperde in un labirinto di rivoli e di canali, di lagune e di paludi.Uno stupefacente prodigio della natura. Peppino affitta solo per sé un Cesna, un minuscolo aereo a due posti, per sorvolare la vasta area del delta, popolata da moltissimi animali. Sotto di lui una tribù di elefanti, un clan di ippopotami, alcune mandrie di bufali. Le acque sono turchesi, blu intenso, verde smeraldo .Il giorno seguente noleggiamo una barca a motore per perlustrare la laguna, orlata da fitte siepi di canne.di giunchi e di papiri. L' acqua è trasparente come il vetro. La vegetazione é folta. Sugli alberi sostano grandi colonie di marabu. Su un pennacchio domina un aquila pescatrice. A pelo d'acqua si affacciano le aninghe, uccelli dal collo lungo e sinuoso. Gli ippopotami rumoreggiano. Nelle isole scorrazzano gli elefanti. Compare addirittura un leone. Siamo in paradiso